9 Novembre Nov 2016 1856 09 novembre 2016

Aspetti fisiologici della pianta ed impiego di alghe marine

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4 Aspetti Fisiologici Della Pianta Ed Impiego Di Alghe Marine Pagina 1
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I biostimolanti di origine naturale sono strumenti innovativi di crescente interesse ed utili per ottimizzare la gestione del vigneto e per mitigare gli effetti negativi indotti da stress biotici ed abiotici. In condizioni di stress estivi incipienti di moderata e media intensità (Ψfusto fino a -0,60 MPa), gli effetti positivi su fisiologia e produttività delle piante di Montepulciano (clone VCR100)/420A indotti da somministrazioni ripetute di Phylgreen® (estratto puro al 100% dell’alga bruna Ascophyllum nodosum ottenuto per estrazione a freddo) sono legati al potenziamento dell’attività fotosintetica delle foglie (mediamente dal 20% al 40%) e dell’efficienza dell’uso dell’acqua (dal 18% al 38%).

Parimenti rilevante è la capacità che le foglie hanno esibito nel dissipare con maggiore efficacia l’energia in eccesso rispetto alle viti non trattate, come evidenziato dall’analisi della fluorescenza della clorofilla, dalla quale emergono valori significativamente più elevati del rapporto Fv/Fm (ovvero dell’efficienza fotochimica del PSII) e del parametro Area (cioè delle dimensioni del pool di plastochinoni presenti sul sito riducente del PSII).
In vendemmia il Phylgreen® ha potenziato sia la resa per ceppo (+15%) imputabile ad un aumento del peso medio dell’acino e del grappolo (+12-13%), sia l’accumulo degli zuccheri (+1,4 °Brix) e degli antociani totali (+12%). In termini di efficienza, rispetto alle piante non trattate, il Phylgreen® ha incrementato la capacità nell’accumulo complessivo di zuccheri del 22% (401 vs. 328 g/ceppo), di antociani del 28% (1,07 vs. 0,84 g/ceppo) e di polifenoli totali del 15% (1,87 vs. 1,62 g/ceppo).
Infine, inoculi artificiali di Botrytis cinerea su acini maturi in ambiente controllato hanno evidenziato, a 72 ore dall’inoculo, una riduzione dell’incidenza di acini attaccati del 24%, passando dal 97% dei controlli al 73% dei trattati. A questo riguardo dati preliminari sembrano indicare che il trattamento con Phylgreen® sia capace di indurre dopo 24 e/o 48 ore, l’accumulo dei trascritti dei geni VvPR1 (codificante per la proteina di patogenesi PR1 considerata un marcatore della resistenza indotta dipendente dall’acido salicilico) e VvCAS2 (una callosio sintasi coinvolta nella biosintesi del callosio, un polimero che si appone alla parete cellulare rafforzandola e ostacolando in tal modo il processo infettivo del fungo).
Pertanto, il Phylgreen® può essere oggi considerato un biostimolante utile nelle annate calde e/o negli areali viticoli ove gli eventi siccitosi estivi sono ricorrenti al fine di mitigarne gli effetti negativi e migliorare le rese e la composizione dell’uva e come biofortificante utile per aumentare la resistenza nei confronti della muffa grigia.

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