9 Novembre Nov 2016 1915 09 novembre 2016

Viticoltura del triveneto

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Editoriale Viticoltura Del Triveneto

Carissimi lettori,

dopo la Toscana il secondo incontro, organizzato da Karpòs, sui “Cambiamenti climatici e nuovi percorsi tecnici in viticoltura” si è svolto in Veneto, a Susegana (TV) presso la Scuola di Viticoltura. Uno dei territori simbolo del vino italiano ed in controtendenza rispetto ad altre aree: la superficie vitata, in costante aumento, dai 70.450 ettari del 2007 si è attestata a 91.676 ettari di quest’anno grazie al successo dei vini DOC e del Prosecco in particolare. Dai dati della vendemmia 2016 l’Italia si conferma primo Paese in Europa e nel mondo, per quantità prodotte, surclassando Francia e Spagna.
I cambiamenti climatici stanno mettendo in discussione la magia del 45° parallelo, la latitudine ideale per la produzione dei grandi vini del mondo ma possono essere anche l’opportunità per una evoluzione del modo di fare agricoltura. Le sfide emerse dagli incontri e dai dibattiti sono:
-Produrre alimenti di qualità e salubrità riducendo la pressione ambientale.
-Tutelare le risorse che entrano nel processo produttivo come acqua, suolo.
-Garantire processi produttivi più sostenibili e che affrontino le sfide dei cambiamenti climatici.
-Assicurare la qualità della vita nelle aree rurali e migliorare la redditività aziendale.
In altre parole, dobbiamo introdurre innovazioni attraverso una stretta alleanza di trasferimento dei risultati della Ricerca e dell’industria alla viticoltura. Le innovazioni percepite più urgenti dalle aziende viticole italiane sono:
-Riduzione dell’impatto ambientale dovuto ai trattamenti.
-Vitigni più resistenti o tolleranti ai parassiti.
-Portinnesti resistenti a stress abiotici come siccità, calcare, salinità.
-Gestione del vigneto su base fisiologica/metabolomica, in altre parole una relazione più stretta tra genetica e risposta del vitigno alle operazioni colturali.
-Affermare diffusamente l’agricoltura di precisione per garantire adattabilità e rapidità di risposta ai cambiamenti climatici e conseguenti benefici tecnici ed economici.
In sintesi, fare più e meglio con meno. Vorrei ringraziare tutti coloro che stanno consentendo la realizzazione di questi eventi sul territorio e la messa insieme di consigli, proposte informazioni che saranno disponibili sulle nostre pubblicazioni e sul sito www.karposmagazine.net

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