16 Gennaio Gen 2017 0939 16 gennaio 2017

Contenuti ed emozioni

Karpòs n. 1 - 2017

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Editoriale K1 2017

Carissimi lettori,
in questi anni, a nostro avviso, decisivi per la trasformazione/modernizzazione dell’agricoltura italiana, Karpòs ha partecipato con passione promuovendo una nuova visione del comparto primario, coerente con i mutamenti in atto nella nostra forma di vita.
Nel 2012, quando cominciammo la nostra avventura editoriale, ci sembrava che gli standard comunicazionali attraverso i quali l’agricoltura italiana comunicava se stessa, risultassero mediamente arretrati rispetto le attese dei fruitori.
Avevamo la percezione che la maggioranza delle aziende riponesse troppa fiducia nelle informazioni (pubblicitarie e redazionali) e nell’ostentazione dei contenuti, in un momento storico in cui di informazioni ne circolavano troppe e i contenuti, soprattutto se presentati in modo ordinario, non raccogliessero più un interesse sufficiente per cambiare i comportamenti o per attirare l’attenzione degli stakeholder.
La nostra proposta fu di elaborare un nuovo stile narrativo (relativamente al settore primario), per mettere al passo l’editoria di settore con le attese di immagine del lettore evoluto.
Sostanzialmente cercammo di configurare narrazioni che fondessero tre elementi decisivi:

  1. qualità scientifica dei contenuti (quasi tutti gli articoli pubblicati da Karpòs sono stati scritti da accademici, ricercatori ed esperti del settore);
  2. bellezza delle immagini e della grafica;
  3. attenzione agli stili di vita e alle conseguenti modificazioni delle “disposizioni” dei fruitori nei confronti delle suggestioni culturali che una rivista deve proporre.

Solo per fare un esempio, l’attenzione agli stili di vita ci ha fatto scegliere di entrare e misurarci con le novità portate dalla rivoluzione di internet. Questa decisione ha comportato al nostro interno una nutrita serie di piccole e grandi variazioni che ci sembravano opportune: abbiamo differenziato la struttura di Karpòs facendo nascere magazine specializzati, per continuare a innalzare sia la qualità scientifica degli articoli e sia la loro spettacolarità, dando ad essi una forma più idonea al web (maggiori pagine per articolo; più fotografie; maggiore attenzione alla leggibilità).
In sintesi, abbiamo cercato di superare il primo ostacolo che pone il web, ovvero la necessità di catturare l’attenzione dell’Internauta.
La nostra visione era semplice e in linea con ciò che sostenevano le menti più brillanti del settore editoriale. L’attenzione del lettore viene attivata primariamente dalle emozioni. Il livello emozionale del testo quindi è sempre stato al centro delle nostre riflessioni. La narrazione efficace dipende dall’interazione tra contenuti pregnanti e la capacità del testo di dare ad essi una forma capace di attivare emozioni. L’obiettivo di trasformare l’agricoltura e i suoi infiniti contenuti possibili, in esperienze emozionali, sarà dunque la strada maestra che perseguiremo nel 2017. Ovviamente cercheremo di condividere con le aziende che ci daranno fiducia, le esperienze sul campo che abbiamo maturato in anni di applicazione con internet.
Il web può essere una straordinaria opportunità per tutti, a patto che i contenuti veicolati rispondano alla attese di un lettore mutante, caratterizzato da una attenzione liquida, un lettore fondamentalmente infedele ma anche alla ricerca di nuovi significati. Trasformare la rappresentazione dell’agricoltura in un fascio di emozioni, ci sembra la via giusta per traghettare i contenuti e le opportunità che possono restituire all’agricoltura del terzo millennio la centralità che dovrebbe avere, dal momento che cibo e salute rimangono dimensioni primarie per la vita di chiunque.

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