20 Febbraio Feb 2017 1813 20 febbraio 2017

Arancia dal sole della Sicilia

Il profumo di oro rosso distillato

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La storia degli agrumi affonda le sue radici nell’Estremo Oriente e più precisamente in Cina e territori limitrofi. Pare che il capostipite di tutti gli agrumi fosse il pomelo, grosso frutto simile al pompelmo.
Il pomelo è un albero vigoroso tuttora presente nell’Asia Tropicale: le foglie sono sempreverdi, i frutti hanno polpa chiara e rosata con numerosi semi.

Da questo capostipite derivano i tre progenitori degli agrumi moderni ovvero il Citrus reticulata, prototipo dei mandarini, il Citrus medica da cui derivano i Cedri e il Citrus halimii da cui derivano agrumi semisconosciuti.
L’introduzione degli agrumi in Occidente, ed in particolare in Sicilia, è senz’altro da attribuire al periodo di dominazione degli Arabi che seppero valorizzare al meglio le piante di arance sia a scopo ornamentale che alimentare, in molti casi sostituendole alla vite da vino.
E’ sempre in questo periodo che si sviluppa una primitiva trasformazione industriale delle arance sviluppandosi la tecnica di estrazione degli oli essenziali. Per arrivare ad avere l’arancio comune del Mediterraneo però bisogna giungere al 1500 quando dalle molteplici spedizioni navali verso Oriente qualcuno tornò con la pianta che poi andò a caratterizzare più di ogni altra la vegetazione Mediterranea.
L’arancia rossa invece, che caratterizza la produzione della Sicilia nella Piana di Catania e nel Siracusano è giunta in Europa dopo il 1600 , introdotta da un missionario genovese che rientrava dalle Filippine. L’arancia Rossa di Sicilia riconosciuta dall’Unione Europea con la certificazione IGP è il frutto che meglio identifica l’isola, il suo sole, il fuoco e la forza e il calore del vulcano alle cui pendici viene coltivata.
Modalità di coltivazione e unicità del prodotto

Le arance pigmentate sono coltivate nel rispetto di una tradizione secolare ma seguendo anche le più recenti indicazioni scientifiche in termini di forma di allevamento, lavorazione dei terreni e potature, in modo da massimizzare il livello qualitativo dei frutti grazie all’insolazione garantita e alle speciali accortezze tecniche nella coltivazione. La produzione viene difesa dalle principali patologie con i metodi di difesa integrata nel rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo.

Tarocco

- forma: obovata o globosa con base più o meno prominente (“muso” lungo o corto);
- colore della buccia: arancio neutro con parti colorate di un rosso granato più o meno intenso con superficie molto liscia;
- polpa: di colore ambrato con screziature rosse più o meno intense secondo la zona di produzione e l’epoca della raccolta;
- colore del succo: sanguigno per la presenza di pigmenti idrosolubili (antociani), nella polpa e nella buccia.

Moro

- forma: globosa o ovoide;
- colore della buccia: di colore arancio con sfumature rosso vinose più intense su un lato del frutto;
- polpa: interamente colorata in rosso scuro vinoso, abbastanza acidula;
- colore del succo: sanguigno per la presenza di pigmenti idrosolubili (antociani), nella polpa e nella buccia.


Sanguinello

- forma: globosa nella cultivar “Sanguinello Moscato” e “Sanguinello Moscato Cuscunà”;
- colore della buccia: di colore rosso granato più o meno intenso con superficie leggermente rugosa;
- polpa: di colore ambrato con screziature rosse più o meno intense secondo la zona di produzione e l’epoca della raccolta;
- colore del succo: sanguigno per la presenza di pigmenti idrosolubili (antociani), nella polpa e nella buccia.

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