17 Maggio Mag 2017 1728 17 maggio 2017

I paesaggi della pesca e le culture storiche

...

Sfoglia la rivista on-line

Agli utenti fedeli interessati alla nostra rivista abbiamo dedicato alcune aree riservate del nostro sito.

Accedi o registrati gratuitamente per consultare i contenuti aggiuntivi del nostro sito, bastano pochi secondi!

Scarica l'Articolo

Autore

4 I Paesaggi Della Pesca E Le Culture Storiche Pagina 1
4 I Paesaggi Della Pesca E Le Culture Storiche Pagina 2
4 I Paesaggi Della Pesca E Le Culture Storiche Pagina 3
4 I Paesaggi Della Pesca E Le Culture Storiche Pagina 4
4 I Paesaggi Della Pesca E Le Culture Storiche Pagina 5
4 I Paesaggi Della Pesca E Le Culture Storiche Pagina 6

Il pesco arriva a caratterizzare il paesaggio italiano intorno al VI secolo dopo Cristo. In papiri di epoca bizantina, in quel periodo, si ritrova il termine di persiceta, per indicare impianti arborei presenti nel territorio urbano e suburbano. A partite da quei giorni e fino al XIX sec. il pesco si diffuse in tutte le regioni italiane, sia con funzioni ornamentali nei giardini e sia in piccoli frutteti nelle campagne.
All’inizio del novecento, soprattutto in Emilia Romagna, cominciò ad essere allevato in parti del territorio agricolo sempre più vaste. Oggi, intere zone del ferrarese, dell’Imolese, del ravennate e di Forlì sono caratterizzate dalla coltivazione della pesca nettarina IGP. Durante le fioriture il paesaggio esprime la gioiosa e fresca bellezza dei colori dei fiori, particolarmente adatto a mettere in risalto le bellezze storiche del territorio. Prime fra tutte la monumentale Ravenna, sede di bellezze archeologiche uniche, legate soprattutto alla cultura bizantina e ai mosaici.

RAVENNA

Ravenna ha origine da una civiltà palafitticola ed è sorta su un gruppo di isolette litoranee poste tra il mare e la palude. Nell’89 a.C., divenuta alleata di Roma, Augusto vi stanziò la flotta per difendere l’Adriatico e fece costruire il porto di Classe. Dopo la caduta di Roma diventò la capitale dell’Impero d’Occidente (403-476) con Onorio e Galla Placidia. Fu poi sede dei re barbari, Odoacre e Teodorico che dominarono fino al 540. I monumenti più importanti sono quelli eretti nel V e VI secolo a testimonianza del periodo di maggior splendore della città, quando Ravenna assunse la veste architettonica da capitale.

La Basilica di S. Apollinare in Classe, edificata nella prima metà del VI secolo da Giuliano Argentario, è celebre per la sua struttura architettonica ed i suoi mosaici. Sorge a cinque chilometri dalla città presso l’antico porto di Classe.

La Basilica di San Vitale è una chiesa a pianta ottagonale eretta da Giuliano Argentario, consacrata nel 548. E’ uno dei monumenti più belli della cristianità per la sua originalità architettonica, la bellezza dei marmi, dei capitelli e dei mosaici che l’arricchiscono.

Il Mausoleo di Galla Placidia è un sacrario, con pianta a croce latina, fatto erigere da Galla Placidia nella prima metà del V secolo. I mosaici sono tra i più antichi e meglio conservati a Ravenna.
Da non perdere, a Ravenna, la tomba del grande Poeta Dante Alighieri, morto nel 1321 e autore della Divina Commedia.


Consigli per la degustazione

La pesca di Romagna IGP raggiunge il gusto ottimale quando è pienamente matura: la buccia deve essere turgida, la polpa morbida e succosa, il profumo intenso.
Se in fase d’acquisto le pesche IGP non sono ancora nel pieno della maturazione si consiglia di conservarle per qualche giorno a temperatura ambiente in un sacchetto di carta e successivamente di riporle in frigorifero dove si possono conservare ancora qualche giorno.
Le nettarine di Romagna hanno le stesse caratteristiche di conservazione ma si apprezzano generalmente più croccanti al morso. Sono molto apprezzate anche dai consumatori più giovani che le considerano un delizioso frutto snack per la facilità di consumo.

I Consigli dello chef

Il sorbetto alle pesche, ideale da gustare in Estate come dessert fresco e leggero per finire i pasti con una nota di dolcezza.

Sorbetto alle pesche
Dosi per 4 persone
800 gr di pesche mature
300 gr di zucchero
2,5 dl di acqua
1 albume1 limone

Preparazione
Mettete in un pentolino l’acqua con lo zucchero. Ponetelo sul fuoco a fiamma bassa mescolando di tanto in tanto.
Fate cuocere per circa 3 minuti dal momento del bollore, affinchè lo zucchero si sciolga completamente.
Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare l’acqua zuccherata.
Sbucciate le pesche, tagliatele a pezzetti e frullatele, unendo anche il succo di limone.
Aggiungete poi l’albume semplicemente sbattuto velocemente con la forchetta.
Unite poi il frullato allo sciroppo raffreddato e versatelo a mantecare nella gelatiera per il tempo necessario a raggiungere la giusta consistenza.
Servite il vostro sorbetto alla pesca decorandolo con delle foglioline di menta.

Allegati