7 Giugno Giu 2017 0950 07 giugno 2017

Susine e albicocche

Sapore Mediterraneo

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Susine Albicocche 1
Susine Albicocche 2
Susine Albicocche 3
Susine Albicocche 4
Susine Albicocche 5

Susine
Colorate, dolci e succose sono frutti dalla doppia identità: quella fresca, e quella essiccata o cotta.
Disponibili in Europa da giugno a dicembre, crescono nei climi caldi e temperati dall’albero del Prunus, un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosacee, risultato del felice matrimonio tra una pruno selvatico e un ciliegio. Le prugne si dividono in due grandi gruppi:
- euro asiatiche, con il nocciolo staccato dalla polpa, soda e compatta;
- cino giapponesi, con una polpa più sugosa.

Le susine sono originarie dell’Asia.
Dalla Siria, prendendo il nome da Damasco, deriva la varietà che ancora oggi si chiama damascena o damassina, ben conosciuta già ai tempi degli Etruschi. Subito dopo divenne uno dei frutti pregiati della cucina romana. Non è certo un caso se Petronio cita le susine fra le golosità del banchetto di Trimalcione e se i coloni romani, a partire dal 150 a.C., lo introdussero in tutta l’area del Mediterraneo.
Per quanto riguarda il resto dell’Europa, furono i Cavalieri cristiani, al ritorno dalla Prima Crociata ad introdurlo intorno al 1200 d.C., dapprima in Francia, poi in Germania e quindi negli altri Paesi.
Oggi in Europa ne esistono più di mille varietà, nei colori che possono andare dal giallo al violaceo scuro.

Albicocche
L’albicocca giunse nel Mediterraneo portata dagli Arabi nel I secolo d.C., proveniente dalla Cina e dai vasti territori dell’Asia Centrale nei quali veniva coltivata fin dal 3000 a.C. Secondo alcuni storici dell’agricoltura invece, l’albicocca arrivò in Europa subito dopo la spedizione di Alessandro Magno in Asia e grazie alla sua resistenza ai climi freddi si diffuse in tutto il continente. Infatti l’albero cresce spontaneo anche sull’Himalaya attorno ai 3000 metri di altezza grazie alla resilienza del fusto verso il clima rigido. Sembra certo che Romani la introdussero in Italia a partire dal 70-60 a.C., ma la sua reale diffusione nel bacino del Mediterraneo fu consolidata successivamente dagli arabi. Infatti albicocco deriva dalla parola araba al-barqūq.
Questo frutto millenario oggi, è diffuso in oltre 60 paesi e viene coltivato in climi caldi o temperati e relativamente asciutti.

Modalità di coltivazione e unicità del prodotto

Susine
Tra le varie categorie di susino esistono differenze di vario tipo: i susini europei sono caratterizzati da una superiore resistenza al freddo, ma sono piante che richiedono temperature relativamente basse (è più difficile coltivarli nelle regioni più calde); mentre i susini cino-giapponesi hanno esigenze contrarie e sono caratterizzati da una superiore resistenza alle alte temperature.
Ovviamente, fra specie e specie esistono differenze anche dal punto di vista delle caratteristiche botaniche. I susini europei, per esempio, hanno foglie spesse, di forma ovale, di color verde scuro e con la pagina inferiore lievemente pelosa; i fiori, che spuntano prima delle foglie, sono di colore bianco, mentre i frutti, le susine, sono solitamente di forma ovale con colori che variano dal giallo, al verde a rosso e al viola-bluastro.
I susini cino-giapponesi, invece, hanno foglie sottili lanceolate e di color verde chiaro; i fiori sono bianchi, ma la fioritura è più precoce di quella delle specie europee; i frutti hanno solitamente forma rotondeggiante e il colore varia dal giallo, al rosso e al blu-nerastro. Le piante di susino vengono coltivate in tutto il mondo, ma in particolar modo in Asia, in Europa e in America del nord.
L’Italia e la Francia sono i maggiori produttori Europei. Le varietà di susino oggi offrono un’ampia gamma di frutti, buoni per tutti i gusti grazie a tipologie cino giapponesi di colore viola scuro e polpa gialla, altre di polpa pigmentata di rosso, con buccia rossa e altre ancora con buccia verde/gialla.
Le varietà tipicamente europee di forma oblunga o rotondeggiante, si caratterizzano per la grande conservabilità che, per alcune di esse si prolunga anche per 30/40 giorni dopo la raccolta.

Albicocche
Oltre il 50% delle albicocche del mondo è prodotto nell’area del Mediterraneo. L’Italia è il più importante produttore europeo con 2,3 milioni di quintali (24% della produzione continentale), seguita da Francia e Spagna.
Le tipologie di albicocca oggi disponibili sul mercato sono il frutto di una grande innovazione in termini varietali e di adattamento ai gusti dei consumatori.
Negli ultimi anni sono sempre più affermate le cultivar con la buccia estesamente colorata di rosso, molto apprezzate per l’aspetto estetico ma anche per il sapore.
Grazie alla ricerca applicata, l’albicocca ha vissuto, in questi anni, un profondo miglioramento qualitativo di gusto, sapore e conservabilità.
L’estensione del calendario di maturazione che, oggi, va dalla fine di maggio agli inizi di settembre con un raddoppiamento del periodo di produzione rispetto a pochi anni fa, offre una grande opportunità di incremento di produzione e di offerta commerciale su tutti i mercati interessati.

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